La facciata


Il tempio è orientato secondo la liturgia greca, con la fronte ad occidente e l’abs de ad oriente. La facciata, preceduta da un recinto (plancheto), come nella maggior parte delle chiese lombarde, è divisa in tre parti verticali e riporta la struttura interna a tre navate: la mediana richiama la navata principale, ed è affiancata da due contrafforti sino al piano degli spioventi della tettoia, le altre due parti rispondono alle due navate minori, o laterali, e al declivio delle rispettive coperture. Tutta la facciata è costruita con parallelepipedi di pietra calcarea del paese, e si fa ammirare per la sobrietà degli ornamenti. L’esecuzione degli assetti è inappuntabile. Le porte sono tre e recano trac ce d’imposte di volte, che fanno pensare ad un progetto di nartece (portico) mai eseguito. IMG_0968Grandiosa è la composizione del portale che, nell’assieme, ricorda i portali della scuola lombarda; solo gli ornamenti ne differiscono per un certo sapore orientale. Il portale è fiancheggiato da due colonnine poggianti sul d orso due che il tempo e gli uomini (soprattutto generazioni di bambini chiassosi e festanti) mutilato. Sulle colonne, portanti a loro volta dei grifi con la preda fra gli artigli (agnello e capro), gira un archivolto decorato con foglie di acanto, al di sopra del quale domina un pellicano, simbolo di Cristo, che si immola per la salvezza del mondo Nei due fornici del portale sono scolpite figure di animali immaginari: draghi, elefanti, sire- ne, basilischi, aspidi intrecciati in un serto di vegetali. La lunetta centrale del timpano presenta personaggi del Vecchio e Nuovo Testamento. La scena rappresenterebbe l’Anastasis, ossia la vittoria sulle potenze dell’Inferno.

 Al centro di essa si ha, secondo lo studioso Felice Moretti, la figura del Salvatore e, per ogni lato, tre personaggi: il Cristo, che si rivolge verso Adamo e lo afferra per il polso mentre stringe nella mano sinistra il vessillo di una croce a doppia traversa, alle spalle Adamo con barba e capelli lunghi, segue Eva con le mani appoggiate al fianco del marito. Immediatamente dietro Seth un giovane imberbe con la mano sinistra sollevata e la destra accostata al petto. Gli altri personaggi della parte opposta sono il re Davide con la corona sul capo e la mano sinistra poggiante sul l’arpa, Giovanni Battista e il re Salomone col capo cinto da una corona. Sotto, sull’architrave, sono scolpite in sequenza, intervallate da scritte: l’Annunciazione; la visita di Maria a S. Elisabetta; l’adorazione dei Magi; la presentazione di Gesù al tempio di Gerusalemme. Al di sopra del portale si notano due bifore, con colonnine incastra- te negli stipiti in modo che ne risulta un chiaroscuro efficacissimo: gli archivolti che congiungono le bifore sono decorati con ornamenti di chiara influenza arabo-sicula. In un piano superiore, tra gli spioventi della grande tettoia, si arrotonda un grandioso rosone riccamente decorato all’interno e all’esterno, con foglie di acanto. Ha un diametro massimo di m 4,25. E’ coronato da un archivolto sporgente, dominato da una sfinge, impostato sul dorso di due leoni, che poggiano sui capitelli di due colonnine pensili. Le porte, a destra e a sinistra del portale, sono piccole e decorate semplice mente con stipiti arabescati. Al di sopra di ciascuna si apre una bifora L’angolo nord-ovest della facciata si collega mediante la cosiddetta loggia delle Benedizioni, fatta costruire dal Vescovo Carafa nel XVII seco lo, con Palazzo De Lerma, dal nome della fami glia che, giunta a Bitonto dalla Spagna nel ‘500, a seguito delle vittoriose armate di Consalvo de Cordova, ivi prese dimora. Si affianca il rinascimentale portale di San Nicola, già sede monastica fino al 15 e, successivamente, Monte di Pietà ed Ospedale (fino al 1821). Le bugne radiali del portale presentano in chiave (centro) lo stemma araldico di Bitonto.