L’ inteno della Chiesa

L’interno presenta la tipica pianta basilicale delle chiese a tre navate, divise da colonne e pilastri a cui fanno riscontro, lungo i muri delle navate minori, o laterali altrettante semicolonne. Le navate, orientate verso oriente, secondo l’antica liturgia cristiana, terminano coi fornici attacco al transetto: al centro l’arco di trionfo corrispondente alla navata maggiore e lateralmente quelli delle navate minori. Il transetto si eleva di quattro gradini sulle navate. I numeri delle navate, delle arcate, delle colonne, dei pilastri, delle trifore, delle esafore sono pari a tre o a un multiplo di tre, numero che rappresenta, per i cristiani, la perfezione, come la Trinità Divina.Pianta Il materiale di costruzione ha una unica provenienza, ed è il calcare locale, duro e compatto, difficile da lavorare, ma perfetto nella tenuta. L’unico elemento di diversa provenienza è la cosiddetta stele di Lucanius (I sec. a.C.) posta quale zoccolo del terzo contropilastro della navate laterale di sinistra (per chi entra). Le navate sono lunghe m 31,00, la centrale larga m 7,27, le laterali m 3,30. La larghezza delle tre navate insieme ai colonnati è di m 17,70. La navata centrale è divisa da quelle laterali, più piccole, da tre pilastri con colonne addossate. Tra i pilastri si elevano due colonne, si da comporre sei archi per lato. La cornice che corre sugli archi forma l’ poggio al parapetto dei matronei. Al di sopra sono disposte le trifore, perfettamente in asse con le arcate sottostanti. Al di sopra delle trifore si aprono quattro monofore per lato, mentre una serie di archetti pensili formano la cornice di sostegno alle capria te lignee del tetto.

Le colonne che dividono le navate sono arricchite da stupendi capitelli, decorati in modo vario sia per gli elementi compositivi, che per la fattura tecnica impiegata dai vari artisti. In tutti emergono animali reali o fantastici, leoni, grifi, babbuini e foglie di acanto spinoso, ciascuno con un proprio preciso significato religioso.IMG_0974 Nel primo capitello a sinistra, nella navata centrale è riconoscibile il mito di Alessandro Magno, portato in cielo dai grifoni. Il Macedone è raffigurato seduto su di un carro nell’atto di sti molare due grifi trainanti con due pezzi di carne infilzati negli spiedi. L’ultimo capitello a sinistra della navata centrale è quello della cosiddetta flora egizia. Si distingue dagli altri per la sua forma bombata, con palme esotiche , dalle foglie ampie I fusti delle colonne sono composti da blocchi calcarei sovrapposti. Hanno un diametro di base di m 0,71. I capitelli misurano m. 0,95 dal collarino all’abaco; i corrispondenti delle navate laterali hanno un diametro di m. 0,44. Gli interassi (spazio compreso) tra colonna e colonna variano da un minimo di m. 4,70 ad un massimo di m. 4,95. Gli archi hanno un’altezza di m. 7,25 e non poggiano direttamente sui capitelli, ma su di una lastra sagomata interposta, di modo che la superficie di appoggio risulta alquanto ampliata. Le navate sono separate dal transetto, cui si accede mediante gradini, da trearchisanti, dei quali il centrale è detto anche arco trionfale. Lungo il lato destro della navata centrale possiamo ammirare degli arredi marmorei di assoluto valore artistico, che dopo i lavori di restauro del 1893 sono stati sistemati dove oggi li ammiriamo.