La fonte battesimale

IMG_0962E’ una delle rare vasche monolitiche, i cui ornati a racemi (Grappolo, spec. d’uva; motivo decorativo composto da volute stilizzate di tralci vegetali) ricordano la stessa tecnica usata nell’ambone da Nicolaus Magister. Si eleva su due gradini con la base cilindri gigliata sostenente la semisfera cava, monolitica ,ornata con archeggiature effetto plastico. A meno della copertura conica in co legno, si sia rimasto fu collocato originariamente. PERGAMO (o pulpito) Non presente nell‘impianto originario della Cattedrale, fu creato durante i lavori di rinnovamento della chiesa eseguiti tra il 1721-22 dal vescovo Cedronio. Si trova dopo la prima pilastrata destra e fu creato dagli elementi provenienti dall’ambone e dal ciborio di Gualtiero da Foggia (di cui parleremo più in avanti) Vennero pure utilizzati marmi pregiati di spoglio. Su di uno di questi correva una iscrizione della quale residua con caratteri medievali il nome di Bonifacius da alcuni, erroneamente, ritenuto autore del pulpito Le due formelle frontali della cassa e le quattro colonne di sostegno appartenevano all’ambone di Nicolaus, mentre i marmi dei fianchi e del prospetto posteriore hanno sicura corrispondenza stilistica con gli altri elementi del ciborio, come le paraste scanalate dei cantonali e le fasce piane, i cui bassorilievi rispecchiano la maniera classicheggiante di Gualtiero. Le formelle sono ricca mente lavorate con intreccio di nastri componenti motivi geometrici curvilinei e a losanghe, con graziosi motivi floreali centrali e incastri di marmi colorati o cristalli dipinti negli spazi di raccordo. La lastra di base della cassa è l’unico elemento di fattura settecentesca, con la cornice alquanto spor gente e levigata, in netto contrasto con la ricchezza scultorea dei sottostanti architravi e delle quattro colonne, fittamente arabescate con racemi, pampini e tortiglioni, non che da marmi colorati incastrati. Il manufatto cos composto dal grande architetto napoletano G. B. Anaclerio, sembra un’autentica opera d’arte duecentesca elaborata dalle mani di Nicolaus Magister.